L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA SULLA SICUREZZA FERROVIARIA DELLA TRATTA DI VALICO DELLA LINEA STORICA

Il Senatore cinque stelle Marco Scibona rilancia in un suo comunicato stampa la necessità di garantire un adeguato livello di sicurezza a  tutte le linee ferroviarie, auspicando che “le linee considerate minori passino direttamente sotto la gestione di Rete Ferroviaria Italiana che applicando i suoi standard operativi e di sicurezza, all’avanguardia in Europa, garantisca un servizio sicuro ed efficiente” , ed aggiunge  che  “tale passaggio deve essere accompagnato da precise risorse pubbliche,  … al posto di impegnare risorse in inutili grandi opere”,

Quasi tutto condivisibile, tranne la riproposizione della sterile ed assurda contrapposizione tra investimenti sulla sicurezza delle linee esistenti e nuove opere ferroviarie (piccole e grandi, ma certamente utili).

Utili come il nuovo tunnel di base del Moncenisio; il Senatore ignora che, la realizzazione del nuovo tunnel del Moncenisio rappresenta l’unica risposta possibile ai gravi problemi di sicurezza presenti nelle gallerie della tratta di valico tra Bussoleno e Saint Jean de Maurienne (ed in primis nel vecchio tunnel del Frejus); gallerie “formalmente” a norma, così come era considerata la linea ferroviaria Corato-Andria, ma “sostanzialmente” prive di uscite di sicurezza, impianti di ventilazione e di tutti gli standard di sicurezza necessari secondo l’Europa, per garantire la sicurezza dei tunnel ferroviari; di questo abbiamo già scritto nel POST dell’8 ottobre 2016.

Scibona dovrebbe sapere che il problema della sicurezza delle tratte di valico dei collegamenti internazionali alpini sarà superato nell’arco dei prossimi anni solo quando tutti i “vecchi” attraversamenti alpini, saranno sostituiti da nuovi tunnel di base a doppia canna (Gottardo, Lötschberg, Ceneri,  Moncenisio, Brennero, Terzo Valico, Koralm, Semmering,…), pienamente rispondenti alle normative di sicurezza ferroviaria  dell’ Unione Europea  (STI 2008 – 2014).

La “sostituzione” delle gallerie ultracentenarie delle Alpi con nuovi tunnel di base e lo sviluppo di politiche atte a favorire la modalità ferroviaria ed a perseguire il riequilibrio modale ha come obiettivo fondamentale l’ottemperanza alle norme di sicurezza (nazionali ed europee) particolarmente critiche sulle linee alpine utilizzate per le merci ed in particolare sulla linea storica del Frejus.

Per questa ragione si ritiene necessario trattare in modo chiaro il tema della sicurezza della linea storica che riguarda in particolare la tratta di valico da Bussoleno a Saint Jean de Maurienne, per  la presenza di tunnel non adeguabili alle norme di sicurezza del XXI secolo; oltre al tunnel principale del Frejus (13,6 km), vi sono sulla linea numerose altre gallerie, soprattutto sul versante italiano, per uno sviluppo complessivo di quasi 50 km.

Ignorare questo problema, come vorrebbero gli oppositori, sarebbe un atto irresponsabile; a meno che il vero obiettivo  non sia quello di chiudere dopo 150 anni tutti i collegamenti ferroviari con la Francia, condannando il paese ad un futuro esclusivamente autostradale.

Il documento redatto  dal Gruppo Esperti Veritav descrive in modo approfondito la situazione della tratta di valico della linea storica e dimostra ancora una volta, oltre all’inderogabile necessità del Nuovo Tunnel di Base del Moncenisio, la insostenibile leggerezza dei cosiddetti esperti  NoTav.

Quando si parla di sicurezza ferroviaria non si possono avere due pesi e due misure, gridando allo scandalo quando si parla di sicurezza della Corato-Andria, ed  invece derubricando il tema della sicurezza del vecchio tunnel del Frejus a  complotto dei promotori della Nuova Linea Torino Lione.

La redazione Veritav

Link al documento pdf (download)

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