Sulle Alpi in Francia c’è allarme dopo la tragedia di Genova per gli aumenti di traffico di TIR e autocarri ai valichi. Alta l’attenzione anche in Valle Stura

Dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova, Joël Giraud  deputato (di sinistra) del Dipartimento Hautes Alpes (05) e Sindaco di Argéntiére la Bessèe non lontano da Briançon,  preoccupato per le conseguenze sul trasporto stradale nelle Alpi meridionali – a causa di quanto accaduto – in particolare per il prevedibile aumento dei flussi di traffico merci al Col de Larche (il Colle della Maddalena in Valle Stura) e al Colle del Monginevro per via della interruzione dell’asse autostradale costiero ligure.

Il parlamentare francese ha scritto d’urgenza al Governo di Parigi. Nella sua nota indirizzata in particolare a Elizabeth Borne, Ministro per la transizione ecologica e solidale, responsabile per i trasporti. si legge: “I collegamenti tramite i Colli del Monginevro  (RN94) nelle Hautes-Alpes e il Passo della Maddalena nel Dipartimento delle Alpi di Alta Provenza (04) svolgeranno il ruolo di percorsi alternativi, se i regolamenti attuali con i limiti di traffico pesante su questi passaggi, non saranno rigorosamente richiamati e fatti rispettare, in conformità con le decisioni della Commissione intergovernativa per le Alpi del Sud”.   Giraud nella sua lettera ha poi chiesto alla Borne di intervenire, con il suo omologo italiano Toninelli  “affinché siano rapidamente istituiti controlli con la presenza personale di polizia stradale e controllo dei trasporti, anche presso il casello autostradale di Oulx sulla A32 Torino / Frejus Tunnel e all’uscita della A51 a La Saulce e ai passi di Monginevro  e della Maddalena, per imporre il divieto di transito internazionale su questi assi.”

Poiché è chiaro che si avrà nei prossimi mesi un netto e immediato aumento dei traffici pesanti sugli assi autostradali del Frejus e del Bianco non tarderà anche la reazione degli amministratori della Savoia e della Haute Savoie che da tempo chiedono non solo di accelerare con la Torino-Lione, ma anche di tassare i transiti pesanti quale compensazione ambientale immediata con l’introduzione di una “vignette”, allo studio anche del Governo di Parigi su tutti i valichi autostradali (Ventimiglia, Frejus, Monte Bianco).  Da tempo sia gli amministratori locali che i parlamentari delle due Savoie chiedono di ridurre l’impatto inquinante per le polveri sottili in Maurienne e nella Valle dell’Arve (Chamonix). Nello scorso inverno sono stati sforati per oltre 100 giorni i limiti di leggi previsti sulla qualità dell’aria.

In questi giorni tra  l’altro, proprio il Prefetto della Savoia  a causa di un superamento dei limiti di inquinamento estivo da ozono ha emesso provvedimenti restrittivi alla circolazione di mezzi pesanti messi in circolazione prima del 2001 e limitando i lavori privati e pubblici potenziali generatori di polveri sottili  in vaste aree del Dipartimento.

Coda di TIR verso Chamonix e il Tunnel del Bianco

Preoccupati anche i sindaci della Valle Stura, accesso cuneese ai 1971 metri del Colle della Maddalena che chiedono di velocizzare i lavori dei bypass sulla SS21 per togliere i TIR dai paesi

Anche in Valle Stura di Demonte c’è forte preoccupazione e in questi giorni fra i sindaci , già impegnato in una “battaglia” burocratica con l’ANAS che ha inviato una nota a decine di Comuni con La richiesta di “regolarizzare” (leggasi: versare un canone in denaro) “le strade comunali che si innestano sulle statali”.

A commentare la questione è intervenuta anche in settimana anche l’Uncem: “Stupiscono i tempi – a poche ore dalla tragedia di Genova – e il contenuto lascia ancor più stupiti i Sindaci che hanno ricevuto la missiva: un modulo da compilare per ogni intersezione di strade comunali non “regolarizzate”, che si incrociano con le statali che Anas gestisce. Trenta giorni di tempo per compilare il modulo trasmesso dalla società per produrre la documentazione grafica”, si legge nella nota.

Anas adotta un comportamento che non rispetta Amministrazioni e territorio – attacca Marco Fiorenzo Frigerio, primo cittadino di Pietraporzio, in Valle Stura, paese attraversato dalla SS21 che sale al Colle della Maddalena per proseguire in Francia: “Anas ci chiede di regolarizzare la strada. Ma regolarizzare cosa? Quelle vie sono tutte strade esistenti da sempre, da prima che esistessero Anas e l’Italia. Cosa dovremmo regolarizzare con Anas? La presenza della strada? Un incubo per i Comuni e per le nostre Unioni montane“.

Sulla stessa linea il neo Presidente nazionale Uncem, Marco Bussone: “Anas piuttosto si occupi di  accelerare l’iter di esecuzione degli interventi da tempi previsti in Valle Stura sulla SS21 per eliminare il traffico pesante che soffoca  paesi come Aisone e Demonte, che purtroppo il crollo del Ponte Morandi contribuirà ad incrementare”.

Eh, già, perché in Valle Stura ci sono i NoTir, non i Notav

Il passaggio dei TIR a Demonte in Valle Stura diretti al Colle della Maddalena

 

Un pensiero riguardo “Sulle Alpi in Francia c’è allarme dopo la tragedia di Genova per gli aumenti di traffico di TIR e autocarri ai valichi. Alta l’attenzione anche in Valle Stura

  • Ago 24, 2018 in 10:32 pm
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    Necessita costruire un linea ferroviaria esclusivamente per il trasporto merci dalla Spagna , Italia ecc. alla Svezia , Germania ecc. : poche stazioni per nazione ( es. in. Italia : una a Napoli, a Roma , Bologna , Milano, Bolzano) attrezzate per lo scarico rapido di container da caricare sui camion ( da progettare e costruire ad hoc) . Il trasporto su gomma consentito solo nel raggio di 200 km. Dopo aver prelevato il container dalla stazione ferroviaria . Ogni paese europeo dovrebbe accollarsi i costi e l’esecuzione dell’opera sul proprio territorio. VERREBBERO ELIMINATI I TRASPORTI SU GOMMA SU LUNGHISSIME DISTANZE es. Spagna – Svezia ecc. e si liberebbero le strade ed autostrade da in carico di TIR ormai esageratamente inquinante è destinato solo ad aumentare. Tasse suppletive per l’attuale traffico devono essere utilizzate per la costruzione della nuova ferrovia merci !

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