L’appello di Plano alla Francia per bloccare la Torino Lione

Non si può dire che il presidente dell’Unione dei Comuni della Bassa Valle di Susa non sia testardo ed, a modo suo, perseverante e creativo.

I suoi appelli, che rilanciano le vecchie tesi del Movimento NoTav, nonostante le modifiche del progetto, il dimezzamento dei costi ed il riuso di oltre 50 km della linea esistente, hanno raccolto solo argomentate risposte negative; l’ultima molto recente è stata quella della presidente della Commissione Trasporti dell’UE Violeta Dulc.

Il 27 settembre 2017, il presidente Macron, al vertice di Lione, insieme al presidente Gentiloni, ha ribadito la determinazione dei due Paesi a realizzare l’indispensabile tunnel di base del Moncenisio.

Ora, il Presidente Plano, prova a mettere in imbarazzo anche lo Stato francese, intervenendo direttamente nelle consultazioni nazionali in corso in Francia sul proprio sistema delle infrastrutture.

Alle Assises de la mobilité – tra la fine settembre ed il dicembre 2017 – era già stato invitato il 24 novembre il Ministro Delrio, che era intervenuto rispettosamente per non interferire in una discussione che per scelta, doveva essere esclusivamente nazionale e francese.

Il Sindaco e Presidente Plano invece prova ad imbucarsi per rappresentare lo stato italiano – secondo lui assente -, esprimendo le proprie opinioni, che risultano in totale contrasto con la decisione assunta con legge dello Stato (L.1/2017) dal Parlamento italiano, votata da Camera e Senato a stragrande maggioranza, con oltre l’80% di voti a favore. La decisione definitiva di concludere i lavori del tunnel (quelli preliminari sono in corso con 20 km di tunnel già realizzati e 10 km in lavorazione) è molto recente, dell’inizio del 2017, ed è stata assunta simultaneamente anche dal parlamento francese con amplissimo voto sia dell’Assemblée Nationale che del Senato. E questo dopo quattro accordi internazionali in un trentennale rigoroso percorso di discussione, approfondimento e valutazione.

Le opinioni proposte da Plano e dal Movimento NoTav, non sono una novità. Sono state ampiamente dibattute anche nella recente discussione parlamentare, giudicate infondate e respinte per molte ottime ragioni; la principale è l’ “ignoranza” e la colpevole “non considerazione” delle condizioni e della situazione dell’attuale linea ferroviaria, nella sua tratta di valico, assolutamente inadeguata al transito delle merci ed ormai abbandonata dagli operatori ferroviari.

Senza tunnel di base non ci sarà più trasporto merci via ferrovia e si raggiungerebbe lo sciagurato risultato di un transito delle merci esclusivamente su autostrada.

Il traffico ai valichi c’è ed è in marcata ripresa, ma solo nella modalità stradale: oltre 39 milioni di tonnellate (il 93% del totale) hanno viaggiato su gomma nel 2017.

Esiste ai valichi italo-francesi il peggior squilibrio modale delle Alpi. 2,8 milioni di TIR hanno passano il confine attraversando le autostrade delle valli alpine e sulla costiera ligure, producendo inquinamento, congestione, incidenti. Intanto la vecchia linea ferroviaria ormai funzionalmente fuori mercato perde ancora volumi di merci trasportate: circa 3 milioni di tonnellate, ovvero oltre il 70% in meno negli ultimi 15 anni.

Se si desse retta alle opinioni NoTav riassunte da Plano, senza una infrastruttura moderna ed adeguata il trasporto merci ferroviario sarebbe destinato a sparire condannandoci ad un futuro “tutto autostrada”, in spregio agli impegni assunti da Francia, Italia ed UE su ambiente (COP21) e trasporti, al rispetto della Convenzione delle Alpi.

Allora come commentare questa ultima estemporanea e surreale trovata del presidente Plano di scrivere al Presidente del COI, il Conseil d’Orientation des Infrastructures Philippe Duron?

Proviamo a metterla sullo scherzo.

Forse Plano considera ancora i confini della Val di Susa del XVII secolo.

Ma anche così non avrebbe un titolo sufficiente. L’Alta Valle di Susa, Chiomonte e Salbertrand, i luoghi dei cantieri di scavo, sarebbero in Francia mentre Susa rimarrebbe comunque all’Italia, seppur in declinazione sabauda. Quindi neppure la macchina del tempo lo autorizzerebbe alla partecipazione alle Assises de la Mobilité, e, tantomeno, ad ignorare le leggi del Parlamento Italiano e la nostra Costituzione.

2 pensieri riguardo “L’appello di Plano alla Francia per bloccare la Torino Lione

  • gennaio 7, 2018 in 11:00 am
    Permalink

    Fino a quando si permetterà ad individui non preparati,non all’altezza, improvvisati giudici di assurdità, arroganti e pieni di idee confuse??

    Risposta
  • gennaio 9, 2018 in 2:19 am
    Permalink

    Direi che Plano si è bellamente perso le ultime puntate della storia. Infatti non mi sembra che il COI (Conseil d’orientation des infrastructures) sia un organismo chiamato a decidere se fare o non fare la Torino-Lione, perché la decisione è già stata presa con la ratifica parlamentare che in Francia come in Italia ha tradotto inlegge dello Stato l’ultimo accordo, inerente alla realizzazione della tratta transfrontaliera (legge n. 116 del 1° febbraio 2017). E mi sembrerebbe cosa quanto mai singolare che a distanza di un anno il parlamento mutasse d’avviso, affrontando addirittura i gravi oneri (e la perdita di credibilità internazionale) conseguenti a una recessione unilaterale.
    Ma il COI, anche se Plano non l’ha capito, dovrà formulare ben altre proposte, utili a una pianificazione ventennale degli investimenti statali in materia di trasporti e mobilità. Certamente la NLTL sarà tenuta in conto (in quale misura lo sapremo a breve), ma relativamente alla tratta nazionale. Sulla cui necessità e urgenza hanno recentemente preso posizione tutti e 15 i parlamentari di Savoia e Alta Savoia in un appello indirizzato al presidente del COI:
    http://www.transalpine.com/sites/default/files/documents2016/Documents%202017/Pdf%202017/Courrier%20LT_parlementaires%20%20pays%20de%20Savoie_P%20Duron_04-12-17.pdf
    E così pure il comitato Transalpine, cui aderiscono regioni, consigli dipartimentali, città e agglomerazioni urbane (Annemasse Agglo, Chambery Métropole, Métropole de Lyon, Annecy, Chambéry, Modane), una quarantina di forti partner economici (soprattutto camere di commercio, società di trasporto, produttori, etc.) e importanti organismi come i porti di Barcellona e di Marsiglia:
    http://www.transalpine.com/sites/default/files/documents2016/Documents%202017/Pdf%202017/Contribution%20Transalpine_COI_12-2017.pdf
    Soggetti che per sapere cosa fare in casa propria non hanno evidentemente bisogno delle istruzioni di Sandro Plano.

    Risposta

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