Il tunnel del Frejus è in regola per Ferrovie Ma la Francia impone “I treni non si incrocino”

L’ALLARME sul tunnel del Frejus è infondato. Ed è al lavoro un tavolo al Consiglio superiore dei lavori pubblici per “mitigare” le prescrizioni dell’Europa e dell’Italia. Lo chiarisce Rfi, il giorno dopo l’inchiesta di Repubblica che ha rivelato, carte alla mano, che dal 2020 il tunnel ferroviario del Frejus sarà fuorilegge per lo norme di sicurezza imposte da Bruxelles. Che, precisa Rfi «valgono solo per gallerie di nuova realizzazione. Per quelle esistenti, le norme prevedono requisiti da concordare con lo Stato». «Il Frejus – proseguono da Ferrovie – è oggi conforme alle norme: Rfi e il gestore francese tra il 2003 e il 2011 hanno realizzato interventi per migliorare l’accessibilità e gestire eventuali emergenze». Anche se tecnicamente non è, e non sarà fuorilegge, è evidente che problemi di sicurezza sotto il tunnel di Frejus ci sono. Tanto che il prefetto francese della Savoia da tempo ha imposto che i treni merci e passeggeri non si incrocino in galleria e c’è un limite al peso e alla lunghezza dei convogli autorizzati a circolare.
E’ poi prevista l’installazione di impianti antincendio più moderni. E sono già in corso i lavori per “sezionare” l’alimentazione elettrica della linea in modo che in caso di guasto non si debba spegnere tutta, bloccando i treni all’interno, ma solo la parte coinvolta dal guasto. Poi si lavora sulla prevenzione e sul pronto intervento: i vigili del fuoco saranno dotati di mezzi più efficienti per lavorare dentro le gallerie e c’è una proposta per avvicinare le caserme. Se i pompieri francesi sono di stanza a Modane, a pochi chilometri dal confine, gli italiani sono a Orbassano. L’eco del “tunnel fuorilegge” arriva poi nella querelle tra favorevoli e contrari alla Torino-Lione. Il commissario di governo, presidente dell’Osservatorio e della Commissione intergovernativa Paolo Foietta sostiene che la mancanza di sicurezza sia la ragione principale per cui serve la nuova linea «a canne separate, con uscite di sicurezza e sistemi di ventilazione forzata in caso di incendio». «La linea del Frejus ha 150 anni e non risponde più alle esigenze imposte dalle norme europee e italiane ». Prosegue Foietta: «Oggi Rfi garantisce, con interventi di manutenzione, la sicurezza della linea che è a norma per il transito attuale, con “deroghe” e limitazioni, ma la Cig è già impegnata a gestire il periodo fino al 2030 quando ci sarà la nuova Torino- Lione. A quel punto la galleria storica servirà per collegamenti locali e per esigenze turistiche».
Dal fronte opposto interviene il senatore 5 stelle, Marco Scibona «è solo pubblicità strumentale dei Pro Tav: se la linea è fuori norma, lo è già adesso: chiediamo sia garantita la sicurezza dei viaggiatori».
Mariachiara Giacosa @ Repubblica

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