Bandiere Notav al Ministero delle Infrastrutture: ricevuto al MIT Daniel Ibanez, solitario oppositore francese alla Torino-Lione

Tre indizi fanno una prova: il metodo Appendino a Torino, gli atteggiamenti del Ministro Toninelli, i suoi “tecnici” che stanno lavorando al  nuovo dossier sulla Torino Lione.
L’analisi sull’utilitá dell’opera, non è ideologica e di parte, ma è proprio scritta dai Notav.
Sulle orme della sindaca torinese, che dopo l’uscita mediatica dall’Osservatorio, ha istituito una commissione “imparziale” formata solo da consulenti Notav, anche il neo Ministro dei Trasporti pentastellato apre le porte agli stessi presunti esperti del movimento, integrati questa volta anche da una sparuta presenza internazionale.
Il francese della Savoia Daniel Ibanez e gli italiani Angelo Tartaglia e Marina Clerico, accompagnati da una pattuglia grillina, guidata dall’ex Senatore del M5S Marco Scibona, oggi fresco consigliere  di amministrazione di Ativa, sono stati ricevuti ieri, il 5 luglio 2018, in pompa magna al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti dal capo della segreteria tecnica, Dimetri Dello Buono, e dal portavoce del Ministro, Ulisse Spinnato Vega.

Due ore di riunione, con tanto di selfie finale, come stranamente annunciato e rilanciato quasi solo dai presenti francesi su Twitter, accompagnato da un assordante silenzio da parte dei Notav italiani.
Curiosa l’assenza di Toninelli all’incontro, come segnala qualche fan pentastellato sui social.
É evidente che i Notav sono oramai di casa al MIT e per dirla con il tweet di Ibanez, “dettano la linea ai più vicini collaboratori del Ministro”.

Crediamo proprio che a questo punto esista più di un dubbio sulle autentiche intenzioni di Toninelli di far svolgere una analisi “obiettiva ed imparziale”.

Abbiamo anche qualche ragionevole dubbio sulle sue capacità diplomatiche: irritare i francesi incontrando e accreditando a Roma il pressoché unico ed isolato oppositore savoiardo del nuovo Asse Ferroviario Torino-Lione, recentemente anche trombato anche alle elezioni, prima del Ministro francese Elisabeth Borne non pare proprio una scelta degna di Bismarck.

Il selfie dei Notav con Daniel Ibanez, Marco Scibona e il resto della “delegazione internazionale” al MIT

5 pensieri riguardo “Bandiere Notav al Ministero delle Infrastrutture: ricevuto al MIT Daniel Ibanez, solitario oppositore francese alla Torino-Lione

  • luglio 7, 2018 in 11:03 am
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    Di questi “esperti” ho slo sentito il prof Tartaglia che certamente al poli non sosteneva le stupidaggite elargite nei vari convegni NO TAV.
    Cito alcune perle:
    l’AV non conviene perchè la potenza assorbita varia con il cubo della velocità
    Il rumore prodotto varia con la 7a potenza della velocità
    La velocità media dei treni merci italiani e; 19 km/h
    Come ognuno puo vedere si tratta di cazzate confezionate ad uso NO TAV.
    Alle mie obiezioni sui primi 2 punti mi ha risponto che lui era prof e pertanto non contestabile.
    all’ultima (i 19km/h) alle mie argomentazioni :
    I km percorsi da Trenitalia Cargo eran 70 milioni/anno i macch cargo 3000 -1500coppie che pertanto avrebbero dovuto condurre per circa 2500 ore anno, la platea ha incominciato a vociare e ad insultare ed il prof mi ha degnato di un sorriso di compatimento. Con questi “super esperti” otterremo ottimi risultati!!!!

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  • luglio 7, 2018 in 5:26 pm
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    Ibanez sta vivendo il suo momento di gloria. Infatti recentemente è stato audito anche dalla Commissione trasporti del Parlamento europeo.
    “Presidio europa”, che lo definisce economista benché privo dei titoli accademici e scientifici (Ibanez è semplicemente un consulente in ambito di procedure fallimentari che si autodefinisce “économiste des Procédures collectives”), ha riferito in merito all’audizione sotto il titolo: “In poche battute Ibanez fa chiarezza e smonta le frottole del pd.”
    http://www.presidioeuropa.net/blog/isabella-del-monte-eurodeputata-del-pd-attacca-daniel-ibanez-durante-inconto-della-commissione-trasporti-del-parlamento-europeo/
    In realtà a Ibanez è stata rivolta una domanda che chiunque (appartenente o no al PD) avrebbe potuto rivolgergli ovvero come si possa rivitalizzare la linea storica.
    La stupefacente risposta è stata che basta tornare alle quote di transito del passato, senza aggiungere come e senza spiegare perché la linea stia oggi agonizzando.
    Ibanez ha poi utilizzato una mezza argomentazione che fa riferimento alla Svizzera, ma senza precisare che in questo paese, nonostante linee storiche più favorevoli di quella del Frejus per massa trainabile e sagoma, per pervenire a risultati di trasferimento modale positivi si sono spesi fino a 176 mln/chf l’anno d’incentivi al combinato. Ovvero, aggiungendo i poderosi costi dei servizi di spinta, più o meno quello che l’Italia pagherà annualmente fino al 2030 per la realizzazione della tratta transnazionale. E neppure spiegato (argomento capitale) perché in Svizzera il trasporto combinato è il doppio del convenzionale, mentre al Frejus è meno di un terzo.
    Ma soprattutto ha taciuto sul fatto che la Svizzera anziché accontentarsi di quei risultati ha messo in cantiere 129 km di nuovi tunnel di base; su due assi. Con l’esito di una prima riduzione degli incentivi dopo l’apertura del nuovo Gottardo e di una loro totale eliminazione dopo quella del Ceneri. Perché la Confederazione stima che le nuove infrastrutture bastino da sole a rendere competitivo il trasporto ferroviario verso quello stradale.

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