Foietta in una lettera aperta scrive al Premier Conte: “Sulla TAV lei è di parte e l’analisi costi benefici di Ponti ci copre di ridicolo anche all’estero”

A seguito della lunga conferenza stampa del 9 marzo scorso in cui il Premier Conte è entrato nel merito della vicenda “TAV” pressato dalla scadenza imposta dal consiglio di amministrazione di TELT nella quale il Presidente del Consiglio si è espresso in termini fortemente negativi sul progetto della Torino-Lione l’ex Commissario di Governo Paolo Foietta ha diffuso la lettera aperta inviata a Conte che Veritav pubblica integralmente.

L’architetto Foietta stigmatizza senza peli sulla lingua l’atteggiamento di Conte – che per mesi ha ignorato l’argomento – salvo poi allinearsi alle posizioni vetero Notav della sua parte politica, il M5S – e assumendo come indiscutibile la analisi costi benefici redatta da Ponti e soci quale argomento per “ridiscutere integralmente l’opera interloquendo con la Francia e l’Unione Europea” mentre con una lettera da “azzeccagarbugli” dava il via a TELT per il lancio degli “avis de marché” ovvero le manifestazioni di interessa, preliminari alla aggiudicazione del bandi
relativi agli interventi dei lotti francesi del tunnel di base per 2,3 miliardi, attribuendosi una clausola di dissolvenza prevista ordinariamente dal diritto francese degli appalti che si applica a TELT

Quella che i giornali e la rete hanno definito la “supercazzola” dell’uomo che “sussurava ai cavilli”.


Conte ha volutamente nascosto anche ai Notav tifosi del blocco dei lavori che per fermare la TAV – ovvero i lavori del tunnel di base del Moncenisio – dovrà chiedere al Parlamento una delega per avviare la trattative per rescindere un trattato intenazionale, che è Legge nei due Paesi.

Dall’esercitare l’ “arbitrio del Principe” ad essere arbitrario il passo e breve.

La lettera di Foietta a Conte

Paolo Foietta

Egregio Presidente Conte,

le scrivo riguardo a  quanto ho letto sul Suo post del 9 marzo scorso e nelle Sue successive interviste.

Lei ha parlato di «pressioni opache di gruppi di potere o comitati di affari».  Se questo è davvero avvenuto, denunci pubblicamente da chi le ha ricevute.

Se invece è stato un errore smentisca o si assuma la responsabilità delle sue affermazioni.

Non dubito che Lei abbia ricevuto e che stia ricevendo tuttora “pressioni”, queste assolutamente legittime, dalla stragrande maggioranza del Popolo italiano, dalle Istituzioni, dagli Enti Locali, dalle categorie economiche, dai sindacati, dai lavoratori, dai disoccupati, dai «cittadini» che credono alla necessità di infrastrutture sicure, capaci e moderne, per adeguare e sostituire quelle che da 150 anni ci collegano all’Europa.

O forse le “pressioni” a cui si riferisce sono quelle degli accademici, dei professori universitari, degli economisti, degli esperti di trasporti. Sono forse questi i “pericolosi personaggi”, che raccontano come la Torino Lione sia indispensabile allo sviluppo ed all’integrazione del nostro paese con l’Europa Occidentale.  

Il mondo scientifico, in modo quasi unanime, si è espresso ed ha chiaramente dimostrato l’arbitrarietà  della Analisi Costi Benefici del MIT; hanno dimostrato numeri alla mano come le accise sui carburanti ed il mancato utile dei concessionari autostradali non siano  «un costo» e che tale analisi non sia obiettiva ma risulti costruita per dimostrare la non utilità dell’opera ferroviaria; gli errori di  forma e di sostanza rendono questo studio un prodotto insostenibile dal punto di vista scientifico, che ci sta coprendo di ridicolo in sede di confronto internazionale.

Come può quindi sostenere che il 6 marzo sia stata fatta una «approfondita» discussione sulla ACB,  quando Lei ha accettato di mettere alla porta chi, come il Prof. Coppola, nominato dal MIT, non era allineato ad una decisione che la Sua parte politica aveva già preso ?

I “crash test” non si fanno con i muri di gommapiuma.

Lei, così come il Ministro Toninelli, ha scelto in nove mesi di non incontrare il Commissario straordinario di Governo per l’asse ferroviario Torino-Lione.

Non ha mai risposto alle mie numerose e doverose richieste d’incontro. Ha così dimostrato che non intende confrontarsi con i dati, gli studi tecnici e le analisi difformi dalle Sue opinioni.

Non posso quindi che prendere atto che chi esprime opinioni diverse non merita il Suo ascolto.

Lei ha deciso di assumere pregiudizialmente la posizione di una parte; per questo, perlomeno in questo caso, non credo che la tutela dell’interesse nazionale corrisponda alle sue azioni.

Paolo Foietta

Già Commissario Straordinario di Governo per l’asse ferroviario Torino Lione

Torino, 11 marzo 2019

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