Era compito del Parlamento scegliere la strada giusta. E l’ha fatto.

Dopo vent’anni dall’accordo Italia Francia del 1996, attraverso gli accordi attuativi del 2001 e 2012, è stata assunta a grande maggioranza dal Parlamento Italiano la decisione finale che dà l’avvio definitivo alla sezione transfrontaliera della nuova linea Torino Lione.
Nei prossimi giorni sarà la volta dell’Assemblea Nazionale Francese.

Si conferma così un percorso tecnico e politico, condotto dai Governi nella massima trasparenza, che ha visto in questi ultimi 10 anni la modifica sostanziale del progetto e la ricerca di una condivisione con i territori, gli attori sociali ed economici, attraverso l’Osservatorio per l’asse ferroviario Torino Lione.

Un percorso, quello dell’Osservatorio, che entra da domani in una fase nuova, per dimostrare con i fatti che la realizzazione dell’opera costituisce una grande opportunità per il territorio che la ospita, per le sue imprese ed i suoi cittadini e che, come  per il tunnel geognostico di Chiomonte, dei rischi  evocati dai profeti di sventura su salute ed ambiente, non esiste traccia.

La sfida ai pregiudizi, alle informazioni false ed infondate, ai procurati allarmi, che hanno caratterizzato anche in queste ore i rumorosi interventi degli oppositori da domani prosegue e si rafforza. Siamo al lavoro, confrontandoci con tutti, per realizzare la migliore opera possibile, per onorare la Convenzione delle Alpi, per consentire  la riduzione dei gas serra nel trasporto merci e passeggeri  (COP21),  per creare le condizioni per l’obiettivo del 50% di trasporto merci su ferrovia, togliendo oltre un milione di TIR dalla strada, sulla direttrice alpina Est-Ovest.

Parafrasando l’ottimo relatore della Legge di ratifica On. Marco Causi: il nostro Paese è ad un bivio: da un lato il ripiegamento su se stesso, figlio delle paure e della crisi sociale. Dall’altro lato, la difficile ricerca di un ruolo in un mondo che cambia e propone nuove sfide, che vanno affrontate con intelligenza e lungimiranza, avendo cura di riparare le ferite della crisi sul corpo sociale del paese. La coesione sociale non può e non deve essere contrapposta agli investimenti, all’innovazione, all’ammodernamento delle reti infrastrutturali e neppure ai valori fondanti della democrazia repubblicana, come la tolleranza, la difesa della legalità, il contrasto della criminalità organizzata: coesione sociale e sviluppo sostenibile marciano insieme, non sono alternativi.

Era compito del Parlamento scegliere la strada giusta. E l’ha fatto.

Il Commissario Di Governo
Paolo Foietta

Un pensiero riguardo “Era compito del Parlamento scegliere la strada giusta. E l’ha fatto.

  • dicembre 21, 2016 in 10:19 am
    Permalink

    Finalmente!

    Risposta

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